30 gen 2013

Dall'11 marzo STOP ai test sugli animali.

Come immagino saprete tutte il 2013 è l'anno che segna finalmente una svolta definitiva per l'Europa riguardo il problema dei test sugli animali. Un genocidio silenzioso che avviene giorno dopo giorno a discapito di animali indifesi.
Dopo 20 anni la guerra, costellata di tante battaglie più o meno piacevoli, ha termine, perlomeno in Europa. Gli animali vincono.
Ma vediamo un po' come è cominciato tutto...

Tutto parte nel lontanissimo 1898 con la nascita della BUAV, Unione Britannica per l'Abolizione della Vivisezione, che però solo nel 1979 riesce a porre di fronte all'opinione pubblica il problema dei test cosmetici sugli animali.
Nel '90 sempre la BUAV, fonda la Coalizione Europea per la Cessazione dei Test Cosmetici sugli Animali (ora ECEAE), una coalizione di tutte le maggiori organizzazioni per fermare le atrocità nei confronti degli animali, che i test comportano.
Da allora, per 20 anni la lotta è proseguita con sempre più sostenitori e gente sempre più sensibilizzata riguardo a quest'argomento.

Come sapete moltissime aziende cosmetiche, molte delle quali italiane, appoggiano questa filosofia, quello che io però non sapevo è che proprio The Body Shop, nel 1993 ad essere la prima azienda cosmetica impegnata attivamente sul fronte dei test sugli animali, supportata dai numerosi clienti sparsi in tutta Europa.
Nel 1996, Dame Anita Roddick, fondatrice di The body shop, diventa membro delle ECEAE e del Parlamento Europeo, dove porta una petizione contenente la bellezza di ben 4 milioni di firme.

Nel 2004 si ha una prima piccola vittoria, l'Europa sancisce il divieto di testare i prodotti finiti (ma non i singoli ingredienti), sugli animali.
Nel 2009 diviene finalmente illegale testare gli ingredienti cosmetici sugli animali, così come la vendita e l'importazione in UE di ingredienti testati sugli animali. Tuttavia rimane ancora possibile fare tre test, per la convalida di test alternativi.
Nel 2011 la BUAV e tutti i suoi partner europei lanciano la campagna No Cruel Cosmetics che chiede il divieto tassativo di importazione di ingredienti testati.
Nel 2012 TBS sostiene il lancio della Cruelty Free International da parte della BUAV e insieme iniziano una campagna per il divieto globale dei test cosmetici.

E infine un piccolo passo nel futuro, l'11 marzo 2013, tra non molto quindi entrerà in vigore il divieto completo di test cosmetici sugli animali in Europa.
Con l'auguro che sia di esempio anche per gli altri paesi come la Cina.

Paul McGreevy, direttore del reparto valori internazionale di TBS commenta così questa vittoria: "Questo straordinario risultato in Europa è solo il primo capitolo. Il futuro del mondo della bellezza deve essere cruelty free".
Questo è invece stato il pensiero di Michelle Thew, amministratore delegato di Cruelty Free International: "Questo è davvero un evento storico e l'apice di più di 20 di campagne. Ora sposteremo la nostra determinazione e la nostra visione verso un panorama globale, per assicurarci che il resto del mondo segua questo stesso percorso".

Personalmente non posso che essere davvero contenta per questo traguardo, e spero che anche gli altri paesi adottino la stessa linea. Molte aziende si sono lamentate perché vedono questo risultato come un impedimendo per la loro azienda, una noia insomma. Ma come ben sappiamo ci sono un'infinità di marchi, proprio come The Body Shop, che hanno adottato questa politica fin dal principio e che non hanno mai dovuto pagare un caro prezzo per un valore troppo spesso dimenticato: l'umanità.


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